Acquaviva Collecroce

Nell’attraversare questo territorio, al viaggiatore, si appalesano, da subito, i suggestivi paesaggi, formati dai colori vivaci dei piccoli appezzamenti di terreno, a comporre quasi un mosaico, coltivati a cereali, vite o olivo.
Del cinquecentesco ripopolamento del borgo da parte di slavi, ancora oggi, si conserva la lingua arcaica.
Il borgo, le cui antichissime forme urbane si sciolgono in quelle Quattrocentesche, fu controllato dall’Ordine dei Cavalieri di Malta.
La chiesa di santa Maria Ester, ricostruita nel 1715, si offre con i tipici stilemi dell’architettura barocca, nelle cui vicinanze, è possibile ammirare anche il palazzo ducale.
Suggestive, ma non più in uso, sono le smerck, grosse fiaccole che, nella notte di Natale, si portavano davanti alla chiesa, a illuminare l’intero sagrato e la piazza, per omaggiare la ricorrenza della nascita del piccolo Gesù.
Il territorio offre numerose fontane, utilizzate fino agli anni Sessanta per l’approvviggionamento di acqua potabile da parte della popolazione, oggi inserite in un programma di recupero.
 
 
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